NATALE 2007

 

 

Ridatemi il Natale,

quello di Gesù Bambino,

della sua attesa, della sua venuta

a mezzanotte, nel presepe.

Ridatemi il Natale povero

di quando ero bambina

c'era la guerra, senza albero,

nè festoni, nè luci colorate.

Anzi, c'era l'oscuramento

e se splendeva la luna che faceva specchio,

lassù in montagna, dove mi trovavo,

c'era pure la paura del bombardamento.

Ridatemi Natale.

Quel giorno, il solo, in cui l'uomo

era un pò più buono.

Non c'era torrone, il panettone non si conosceva

ma c'era il profumo dei primi aranci

e mandarini, poche noci

più noccioline

e il cenone della vigilia

era fatto di spaghetti (pochi)

al pomodoro,

capitone, se si trovava e non era caro,

che saltava, fatto a pezzi

per la cucina.

C'era un bicchiere di vino

autarchico e forse un'ombra

di spumante casereccio

e si tostava a finestre chiuse,

(e vorrei vedere, con quel freddo...)

un pugno di caffè che era un tesoro.

Poi a mezzanotte, via, tutti in chiesa

a pregare il Bambinello

perchè la guerra finisse,

perchè ogni babbo tornasse,

perchè nessuna bomba lacerasse...

Ridatemi il Natale.

Senza regali, dove l'unico dono

era la speranza, il volersi bene senza quattrini,

pregare Dio e sentirne la presenza,

prima che fuggisse o

lo perdessimo di vista.

 

 Anna    

 Pag. 2




UNA SERA D'AMORE

E' esplosa una bolla iridescente come una risata in cielo. Corpo e anima sanno la felicità mentre vola il desiderio. Io t'accarezzo e uno scroscio di stelle copre la nostra intimità.        Anna