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Antonino Angileri. Alcuni dei miei scritti.

" Un'Ode alla Vita "Copyright 1997
Introduzione


Nei piu' tenebrosi meandri della mia mente, nudi ed accavallati, dormono gli stravaganti figli della mia
fantasia, sperando in silenzio che con l'arte del linguaggio, possano decentemente presentarsi sullo
scenario del mondo. Feconda, come il latte dell'amor nella miseria, come quei padri che procreano piu'
bimbi che possono alimentare, cosi' la mia musa crea nel misterioso santuario della mia mente, riempendola
di creazioni senza numero, dei quali tutti gli anni che mi restano di vivere non saranno mai sufficienti a
dar lor forma. Dentro il capo, nudi e deformi, girandosi ed inseguendosi in confusione indescrivibile, sento
a volte agitarsi e vivere in una scura e strana vita, somigliante ad una miriade di germi, che si incubano
e si mischiano in una eterna incubazione dentro il ventre della madre terra, senza incontrare sufficiente
forza per farli salir alla superficie, e convertirsi, al bacio del sol, in fiori e frutti.
Tra il mondo dell'idea e della forma esiste un'abbisso che solo la parola puo' colmare. Questa seduzione
dei ribaldi figli dell'immaginazione spiegano alcune delle mie febbri: loro son causa, sconosciuta alla scienza,
delle mie esaltazioni e dei miei abbattimenti. Cosi', febbricitante, continuo a vivere, passeggiando in mezzo
all'indifferente moltitudine di silenziose tempeste racchiuse nel mio cervello.
Il sogno e la fantasia si connubiano creando un mostruoso matrimonio. Le loro creazioni, spiegazzate come
rachitichi rami di vecchi alberi, pugnano per dilatare la loro fantastica esistenza, disputandosi gli atomi
della memoria, come per gioco su un terreno sterile.
E' necessario quindi dar via alle acque profonde che si accavallano cercando di rompere la diga, e giornalmente
aumentano la loro forza.
Io vorrei poter forgiare per ognuno di voi una strofa meravigliosa con parole squisite, dove potrebbe evolversi
con orgoglio, come un mantello porporeo. Io cesellar vorrei la forma, come si cesella un'urna d'oro che deve
contenere un pregiato profumo.
Cio' e' impossibile!
Chi puo' essere, come una nebulosa stella che segnala il passaggio di una cometa sconosciuta, come atomi
dispersi di un mondo embrionico che annuncia nell'aria la morte, prima ancor che il suo creatore puo'
pronunciare il "iat Lux", che separa la chiarezza dalle ombre?
Non voglio che le mie notti senza sogni passino davanti ai miei occhi in una stravagante processione,
esigendo con gesti e contorsioni che Io li faccia salire alla vita reale, dal limbo dove vivono somiglianti
a fantasmi senza esistenza. Non voglio che nello spezzarsi quest'arpa, vecchia e rotta, si perdano con lo
strumento, le sue note ignorate che ancora contiene.
Voglio invece occuparmi un poco del mondo che mi circonda, potendo, almeno una volta, aprire gli occhi di
questo altro mondo che porto dentro il mio cervello. Mi costa fatica il discernere tra le cose sognate e
quelle che mi son successe nella realta'. il mio affetto si mischia tra i fantasmi dell'immaginazione con
quelli di personaggi reali.
La mia memoria classifica, nomi e date di persone che son gia' morti, e di giorni che son gia' passati con
persone e giorni che esistono solo nella mia mente.
Si', "morire" e' "dormire", voglio dormire in pace nella notte della morte, senza incubi, maledicendomi per
averli condannati nel nulla eterno prima di esser ancora nati. Sembrano come l'eco che si incontra, quando
un'anima passa fugace sulla terra, con la sua allegria, il suo dolore, le sue speranze e le sue lotte!
In questo modo prontamente prenderei la mia valigia per il gran viaggio finale.
Da un'ora all'altra puo' lo spirito dileguarsi dalla materia, per arrivare a luoghi piu' puri. Non chiedo,
quando cio' succedera', portar con me, come il il pesante equipaggiamento di un saltinbanco, della fantasia
il tesoro, accumulato nei menadri della mia mente.
Antonino Angileri

 

AMLETO
Come la tramontana che il sangue raggelar fa'
sopra l'oscuro campo di battaglia,
carica di profumi ed armonie
vaga nel silenzio notturno;

Simbolo del dolor e della tortura,
del bardo Inglese orribil dramma.

La dolce Ofelia, perduto il senno,
passa cantando mentre raccoglie fiori.


 AMORE PATERNO (PER LE MIE FIGLIE)
Oscurarsi eternamente il sol potra';
seccarsi in un'istante il mar potra';
frantumarsi come un fragil cristallo,
la terra potra'.
Succeder tutto puo'!

Coprirmi con il suo funebre mantello,
la morte potra';
giammai pero' estinguer
potra' del vostro amor la fiamma!
 

AMORI GIOVANILI
Se al vespro tra le azzurrine campanelle
sul tuo balcone, credi che sospirando passa
il vento mormorator, sappi che nascosto
in mezzo alle frasche, colui che sospira son Io.

Se al risuonar confuso di rumor vago,
credi che una strana voce ha sussurrato
il tuo nome, sappi che tra quelli che ti cercano,
colui che ti ha chiamata son Io.

Se il tuo cuor titubante trema nella notte,
nel sentir sulle tue labbra un leggiadro tocco,
sappi che sebbene invisibil, al tuo lato son Io
che respiro.

BREVE AMORE
Vuoi che di questo delizioso nettare
non ti rimanga l'amaro in bocca?
Devi quindi aspirarlo, avvicinarlo
alle tue labbra, e consumarlo subito.
Vuoi che conserviamo una dolce memoria
di questo amore?

Allora amiamoci oggi intensamente,
e domani potremo ben dirci addio!

 

 CONFESSIONE
Come in un libro aperto,
leggo nel fondo delle tue pupille;
perche' le tue labbra fingono un sorriso,
quando gli occhi lo smentiscono?

Piangi! Non aver vergogna nel confessar
che mi hai poco amato.

Piangi! Nessun ti guarda.
Vedi? Io uomo son e piango anch'Io!

CREAZIONE
Quando guardo l'azzurro orizzonte
perdersi in lontananza,
incrociandosi con un velo di polvere
dorato ed inquieto,
Cerco voglioso di arrancare sul misero suol,
e fluttuare con la nebbia dorata
tra i suoi lievi atomi che vengono scoperti.

Quando miro nel fondo della notte,
lo scuro cielo, le sue stelle tremolanti,
come ardenti pupille di fuoco,
cerco di prendere volo,
ed annegarmi nella lor luce, e
della lor lucentezza incendiato
vorrei fondermi in un bacio.

E nel mar del dubbio non si sa'
Colui che li creo';
Repentinamente, questa ansia
mi dice che Io porto dentro al petto
la divina creazione!

CURIOSITA'
Di quel poco che mi resta da vivere,
darei con gusto i miei migliori anni,
per sapere di me cosa gli altri han detto.

Questa vita mortal, quella eterna,
quello che mi aspetta, e se mi aspetta,
li darei per saper di me,
cosa gli altri han pensato!

DELIRIO
Gigantesca voce che ordina nel caos al cervello,
e dentro le tenebre la luce fa' apparir.

Di cose che non esistono memorie e desideri;
Un'eccesso di allegria, un'impulso al pianto.

DUETTO
Due rosse lingue di fuoco che,
dal medesimo tronco imprigionate son,
si avvicinano, e nel baciarsi
una sol fiamma formano.

Due note da un'arpa,
un tempo una mano suono',
nello spazio s'incontrano,
ed armoniose si abbracciano.

Due onde unite, a morir vengono
sopra una spiaggia, e spezzandosi
si dileguano in mille goccie.

Due scie di vapore, che dal lago
si innalzano, e nel riunirsi in ciel
formano una bianca nuvola.

Due idee che in unisono abbagliano,
due baci che al medesimo tempo esplodono,
due echi che si confondono,
queste son le notre alme!

EGO SUM
Saetta che volando nel limpido aer,
vibrando non sa' cosa colpira';
Dall'albero secca foglia,
il vento soffia via, e nessuno sa'
su qual solco polveroso cadra';

Dal vento soffiata onda gigante,
che il mar spumeggiar fa',
che passa in fretta dimentica
qual lido cercava;

Luce che brilla dentro orbi tenebrosi,
quasi spenta ormai,
e dei quali non si sa' qual l'ultimo sara'!

Tutto cio' son Io,
che per caso al mondo venni,
senza pensar da dove vengo,
ne' dove i miei passi mi porteran!

FELICITA'
Quando la notte sei avvolta tra le ali
dei tuoi sogni, e semini arcobaleni di avorio;
Per scusare il tuo cuor inquieto e reclinar la
tua fronte dormiente sopra il mio petto, darei,
anima mia, tutto cio' che possiedo,
La luce, l'aria ed il pensiero!

Quando i tuoi occhi si posan sopra un'visibile
oggetto, e le tue labbra illumina con un sorriso il
suo riflesso; per legger sopra la fronte tua il
silenzioso pensamento che passa come una
nuvola marina sopra un grande specchio, darei,
anima mia, tutto cio' che desidero,
La fama, l'oro, la gloria ed il genio!

Quando la tua lingua vibra ed il tuo respiro
accelera, e le tue pupille si infiammano,
circondando i tuoi occhi verdi;
Per veder dentro i tuoi occhi brillar come fioca
fiamma l'ardente scintilla che si innalza dal vulcano
dei desideri, darei, anima mia, tutto cio' in cui credo,
La fede, lo spirito, la terra ed il cielo!
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