Le pagine di Antonino Angileri

L'AMORE
Invisibili atomi dell'aria palpitano e si
incendiano mentre si dissolvono;
Il cielo si veste con raggi dorati,
la terra trema in mortal turmuglio;

Si senton flussi di onde armoniose,
rumor di baci e battiti di ali;
Le mie pupille si chiudono,
che succede?
Dimmi?
Silenzio!
E' l'amor che passa!


LO SPIRITO
Spirito senza nome,
essenza indefinibile,
Io vivo con la vita
senza forma ideale.

Nato dal nulla,
dal sole riscaldato,
palpito dentro le ombre
e svolazzo nella nebbia.

Io sono della lontana cometa
la dorata coda;
Io son della luna,
la luce tiepida e serena.

Io sono l'ardente nube che
ondeggia sul mare;
Io son dell'astro errante la luminosa scia.
Io son neve sulle vette montagnose,
son fuoco sulla sabbia,
azzurra onda nel amre,
e spuma sulla riviera.

Son nota musicale,
profumata violetta,
fuggitiva fiamma nella tomba e
nelle rovine orticose.

Sono un gorgoglio nel torrente,
un soffio sulla scintilla,
e ai fulmini son cieco,
e duro nella tormenta.

Io rido nelle alcove,
sussurro in mezzo all'erba,
sospiro nell'onda pura,
e piango la foglia secca.

Io dondolo con gli atomi del fumo che
si eleva ed al ciel lento si innalza
in una immensa spirale.

Io nei fili dorati tessuti dagli insetti,
mi confondo dentro gli alberi
nell'attesa dell'amato riposo.

Io corro con le ninfe che nella fresca
corrente del cristallino ruscello desnude
sguazzano felici.

Io, nelle foreste corallifere,
che coprono bianche perle,
perseguito nell'oceano
le Nayadi leggere.

Io, nelle concave caverne,
dove il sol mai penetra,
confondendomi con gli gnomi,
contemplo le loro ricchezze.

Io cerco dai secoli le sue orme cancellate,
i suoi imperi dei quali non chiedo il nome.

Io seguo in stato vertigginoso
i pianeti che girano, e le mie pupille
abbracciano l'intera creazione.

Io so' di quelle regioni dove
nessun rumore penetra,
e dove informi astri,
di vita, la scintilla anelano.

Io son sopra l'abisso come
il ponte che l'attravversa;
Io son l'ignota scala
che il ciel unisce con la terra.

Io son l'invincibile anello che controlla
il mondo della forma con il mondo dell'idea.

Io, infine, son questo spirito,
essenza sconosciuta, misterioso profumo,
che e' come un vassoio per il poeta.

ODIO
La mia vita e' un dramma;
Fior che tocco appassisce;

E nel mio cammin fatale,
alcuni seminano il male
sperando in cuor loro
che Io lo raccolga!

PER GEORGIANA (MIA MOGLIE)
Per quel che leggi con i tuoi occhi verdi,
per quel che canti con la tua voce chiara,
per quelle emozioni che il tuo petto sente,
a te i miei versi vanno.

Sperando che incontrar possano,
asilo nel tuo petto,
e le diano gioventu', vita, calore,
tre cose che Io dare non posso piu',
a te i miei versi vanno.

Per felice farti con l'allegria mia,
perche' con il mio dolor possa soffrire,
perche' la mia vita palpitar possa sentire,
a te i miei versi vanno.

Per poner l'offerta della mia vita,
davanti alla tua fiorita gioventu',
e del mio amor, con l'alma,
sorrisi e lacrime,
a te vanno i miei versi.

PER LA NASCITA DI NINA (MIA FIGLIA)
Oggi la terra ed il cielo mi sorridono;
Oggi si rispecchia il sole nel fondo dell'alma mia.
Oggi sei nata......t'ho vista e tu mi hai guardato.
Oggi credo in Dio!

PROFONDO SILENZIO
Io so' qual e' l'oggetto dei tuoi sospiri;
Io conosco la causa della tua dolce e
segreta languidezza. Ridi?
Un giorno saprai, fanciulla il perche'.
Tu sai poco, ed Io so' tutto!

Io so' quando sogni, e quel che vedi nei
tuoi sogni; come in un libro legger posso
quel che passa dentro le tue meningi.
Ridi?
Un giorno saprai, fanciulla, il perche'!
Tu sai poco, ed Io so' tutto!
So' perche' sorridi e quando a volte piangi;
Io penetro nel fondo misterioso dei sogni
della tua anima di donna.
Ridi?
Un giorno saprai, fanciulla, il perche'!
Tu sai poco, ed Io so' tutto!

Mentre tu tutto senti e nulla sai,
Io che nulla sento, tutto so'!

RAMMARICO
Tu eri l'uragano ed Io l'alta torre
che sfidava il tuo potere,
dovevo infrangerti o abbattermi!
Non poteva essere.

Bellissima tu, carino Io,
sapevamo l'una a comandare,
e l'altro a non cedere;
veloce il passo, inevitabile
la collusione!
Non poteva essere.

Appariva nei suoi occhi
una lacrima ed al mio labbro
una frase di perdono;
Parlo' l'orgoglio e segui' il
suo pianto, e le parole spirarono
sulle mie labbra.

Io vado per il mio cammin,
lei per il suo;
Pero' nel pensare al nostro mutuo amor,
Io dico:
"Perche' quel giorno non mi calmai?",
ed ella dira':
"Perche' quel giorno non piansi?".

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