Le pagine di Antonino Angileri

 

LACRIME

Una tragica opera fu
la nostra passione,
come in una assurda favola,
il comico ed il tragico, tra risa
e pianti proseguono confusi.

Pero' della storia il peggio fu,
che al fin del giorno,
a lei toccarono lacrime e sorrisi,
mentre per me,
solo amare lacrime!

Antonino Angileri


OCCHI VERDI

Verdi le tue pupille son, e quando ridi,
la loro soave chiarezza il tremulo fulgor,
ricordar mi fa', della mattina quando nel mar
a rispecchiarsi va'!

Le tue pupille verdi son, e quando piangi,
le tue leggiadre lacrime, si tramutan,
in petali cascanti, su una violetta.

Le tue pupille verdi son, e nel lor fondo,
come un puntin di luce, un'idea brilla,
mi sembra come il ciel all'imbrunire,
una stella cadente.

Antonino Angileri

PARADISO PROIBITO

Quasi nudi e con le spade in mano,
la porta dorata, due angeli difendevano.
Mi avvicinai a quelle lame che l'entrata
difendevano, e tramite uno spacco vidi
l'interno confuso e bianco.
Lo vidi come l'immagine che in un sogno
fugace passa, come un raggio di luce
tenue e diffusa, che dentro non teneva nulla.

Senti di un'ardente desiderio piena la
mia alma, e come sopra un abisso,
quel mistero a me si mostrava!

Di quei due angeli, il loro sguardo
sembrava dirmi,
All'interno di questa porta slo
Dio puo' entrare!

Antonino Angileri

PERCEZIONE

Sara' vero che, quando il sogno tocca
con le sue rosee dita i nostri occhi,
dalla prigione dove abita, si alza
in poderoso volo lo spirito?

Sara' vero che, nella nebbia,
della brezza notturna al tenue soffio,
alato sopra la ragione, vaga
incontrandosi con altri?

E cola', de snudo della forma umana,
li', le catene terrestri spezzate,
per brevi ore abita in questo mondo
silenzioso dell'idea?

E ride e piange, si ubriaca ed ama,
ed ammira un raggio di dolor e d'allegria,
somigliante come quello quando passa
nel ciel una meteora?

Io non so' se questo mondo di visioni
vive fuor o dentro di noi;
Pero' so' di conoscere molta gente
che non ho mai prima incontrato.

Antonino Angileri

POESIA

Mentre il cuore ed il cervello
proseguon in battaglia;
mentre avrete speranza e ricordi,
avrete poesia!

Mentre avrete occhi che riflettono
e gli occhi che l'ammirano;
mentre risponde sospirando,
il labbro al labbro che sospira;

Mentre si posson sentire in un bacio
due anime confuse;
finche' esisteranno soavi pulzelle,
avrete poesia!

Antonino Angileri

REQUIEM PER LA PRINCIPESSA DIANA

Sotto l'imponente arcata di un tempio
bizantino, vidi la gotica tomba, sotto
l'indecisa luce che entrava tramite
le vetrate colorate.

Le mani sopra il petto, e nelle
mani un libro, una bellissima donna
riposava, sopra l'urna, del cisel prodigio.

Del corpo abbandonato in un dolce
e rilassato peso, adorna di leggiadre
piume e raso era, distesa su quel letto
di granito.

Del suo ultimo sorriso, il suo risplendor
divino guardava il rostro, come il ciel
guarda del sol i fuggenti raggi.

Al capezzal di pietra, agli angoli seduti,
due angeli, un dito sulle labbra,
imponevano il silenzio.

Non sembrava morta; sembrava dormir
nella penombra, come in un sogno lei
vedea il Paradiso.

Mi avvicinai dell'arcata all'angolo
men scuro, con il silenzioso passo
quando ci si avvicina ad una culla
dove un bimbo dorme.

La contemplai un momento; ed a
quel risplendor tiepido, a quel letto
di pietra che offriva, vicino al muro,
un'altro spazio vuoto.

Nell'alma mia si risveglio' la sete
dell'infinito, l'ansia di questa vita
e della morte, poiche' i secoli
solo un'istante sono.

Stanco delle battaglie, dove combattendo
Io vivo, alle volte mi accorgo con invidia
di quel sepolcro oscuro e sperduto.

Di quella muta e pallida principessa
mi ricordo e dico,
Com'e' silenzioso della morte l'amore!
Che sogno tranquillo e' il sepolcro!

Antonino Angileri

REQUIEM PER MIO CUGINO PEPPE

Gli chiusero gli occhi che aperti eran rimasti;
il suo viso coprirono con un bianco lenzuolo;
una piangente, gli altri in silenzio,
tutti andarono via.

La luce, che ardeva da una candela, sul muro
trasmetteva l'ombra dell'alcova; ed in mezzo a
quelle ombre si vedeva, ad intervalli,
la rigida forma del corpo.

Arrivo' l'alba, ed alle sue prime luci,
con i suoi mille rumori, la gente si svegliava.
Tramite quel contrasto di vita e di mistero,
di luce e di tenebre, Io pensai un momento,
Mio Dio! Com'e' triste esser morto!

Dalla casa sulle spalle al tempio la salma
portarono, ed in una cappella deposero
il feretro. La' rimasero i suoi ormai pallidi
resti, vestito di nero e con le labbra
di color vermiglio.

Inginocchiata, una vecchia intonava
l'ultima preghiera; la serratura scricchiolo',
il portone si serro', ed il santo recinto rimase
deserto.

Di un orologio si udiva il pendolo scandir le ore,
e di alcune candele cader la cera.
Tanto triste e malinconico, tanto oscuro e gelido
il tutto sembrava, ed Io in un momento pensai,
Dio mio! Com'e' triste morir.

Su' in alto la lingua di ferro della campana,
gli diede, vibrando, l'ultimo suo addio.
Vestiti a lutto, parenti ed amici seguirono in fila,
formando un corteo.
Dell'ultimo asilo, oscuro e stretto, si apri' la nicchia,
e la salma deposta.
Chiusero la tomba e con un saluto fini'
il crudel duol!

Con la pala sulle spalle, il becchino,
cantando tra i denti, scomparve in lontananza.
Il sole era ormai sceso, perso nelle ombre,
ed Io meditai per un momento,
Mio Dio! Com'e' triste la morte!

Durante le lunghe notti del gelido inverno,
quando gli alberi tremolar il vento fa', e la
terribil tempesta i vetri alle finestre fa'
risuonar, del povero cugino a volte mi ricordo.

Cola' cade la pioggia con un suono eterno;
la' combatte contro il vento il salice piangente.
Dentro l'umida tomba, tramite un buco, un
lieve gelo congela le sue ossa.

Dalla polvere nella polvere?
Vola l'anima al cielo?
Sopravvive lo spirito?
Non lo so'; altre cose spiegar non so',
cose che ripugnano , e che si fa'
forza ad esplicar!

Antonino Angileri

SOLITUDINE

Nel veder le ore della mia febbre e
l'insonnia lentamente passare,
alla sponda del mio letto,
chi mai si siedera'?

Quando la mia mano tremante,
tesa, nell'ultima ora, cerca una
mano amica, chi mai la stringera'?

Quando la morte vitrea' di cristallo
i miei occhi, lasciando le mie palpebre
aperte, chi mai le chiudera'?

Quando la campana suonera',
una preghiera a dirla,
chi mai la mormorera' ?

Quando i miei resti opprimeranno
la terra, sotto la dimenticata fossa,
chi mai a pianger verra' ?

Al fin, un'altro giorno il sole in cielo
brillera', dopo che Io passero' per
il mondo, chi mai si ricordera'?

Antonino Angileri

SPERANZA

Fingendo della realta' forme vane,
prima del desiderio passa la speranza;
e le sue bugie come la Fenice
rinascono dalle sue ceneri.

Antonino Angileri

SPERANZA

Il tuo alimento e' l'alimento dei fiori;
La tua vita e' del creato l'armonia;
La tua belta' e' lo splendor del giorno;
Ed il color della rosa e' il tuo color.

Tu dai nuova vita e speranza ad un cuore
che era per l'amor gia' morto;
Tu cresci e vivi nella mia deserta vita,
come cresce in un giardino un fiore.

Antonino Angileri

STERILITA'

Come viver puo' questa rosa che cresce
al tuo cuor unita?
Sopra un vulcan, basta ora incontrarla,
pero' nessun mai ha visto un fior lassu'!

Antonino Angileri

TIEPIDO AMORE

Al centro della colonna rovinata,
le cui pietre il tempo sgretolo',
su in alto, si vedea un gotico emblema.

Vicino al suo elmo di granito,
si poteva intravedere sopra il
suo scudo, una mano che tratteneva
un cuore.

Nel contemplarlo nella piazza deserta
eravamo sol noi due, ed ella mi disse,
"Questo emblema e' simbol del mio
costante amor".

Era la verita' che lei mi disse,
Vero e' che lei sempre portera'
il suo cuore in mano e in giro
per il mondo, pero' giammai
nel suo petto, questo no!

Antonino Angileri

TIMIDEZZA

De snuda, tremo nel mirarti,
mentre dormi, a vederti vengo;
Per questo, anima mia,
Io volo mentre tu dormi.

De snuda, ridi, e nel sorrider,
le tue labbra inquiete sembrano
serpeggiar sopra un ciel nevoso.

Dormendo, gli angoli della bocca tua
si piegan in un soave sorriso,
lieve come un raggio luminoso
che emana un sol morente, dormi!

Scoperta, ammiri, ed ammirando,
i tuoi occhi umidi risplendono
come l'azzurra onda, sulla cui
cresta il sol scintilla.

Nel mezzo delle tue palpebre,
dormendo, un tranquillo fulgor
svolazza, permeando come da
una lampada trasparente con i
suoi raggi di luce soave, dormi!

De snuda, parli, e nel parlar, vibranti
sembrano le tue parole, pioggia di
perle che in una coppa dorata si
tramutano in un torrente.

Mentre dormi, nel mormorio
del tuo respiro, composto e tenue,
compongo un poema che solo la
mia alma innamorata intende, dormi!

Sopra il tuo cuor la mano mi hai posto,
perche' non sognare, e non turbare
della notte la solenne calma?

Del tuo balcone, le persiane serrate
sono, per non far entrar l'iroso
risplendor dell'aurora,
e svegliarti, dormi!

Antonino Angileri

TUTTI I SANTI

Patriarchi che foste dell'albero della fede
la semenza nei secoli remoti, ora vicini
della morte al vincitor divino, pregate per noi.

Profeti che inspirati di fervor divino, nel veder
aldila' del velo misterioso, che diede luce alle
tenebre, pregate per noi.

Candide anime, innocenti santi che il coro
degli angeli aumentate, vicini a Colui al cui
lato tanti fanciulli chiamo', pregate per noi.

Apostoli che nel mondo avete portato della
Madre Chiesa la lotta poderosa, che e' della
sacra verita' depositaria, pregate per noi.

Martiri che alzaste le vostre sanguinanti palme,
sulla rena del Colosseo, verso Colui che da' forza
e fede nella battaglia, pregate per noi.

Vergini di solar bellezza, che la primavera vesti'
di neve ed oro, che fu fonte di vita e di bellezza,
pregate per noi.

Monaci che della vita la battaglia perdeste,
trovando pace nella clausura silenziosa,
come un raggio di clama nella tormenta,
pregate per noi.

Dottori, dei quali la penna non porto'
della virtu' e del sapere, ricco tesoro,
a Colui che e' l'inizio della scienza,
pregate per noi.

Soldati dell'esercito di Cristo, Santi e Sante tutti,
pregate che ci perdoni le nostre colpe, a Colui
che vive e regna dentro ognun di noi!

Antonino Angileri

UN VALZER

Stanca del ballo, incendiato il color,
breve il respiro, appoggiata al mio
braccio, nel salone, ero con lei.

Sotto la ciniglia il suo palpitante seno,
sembrava un fior in dolce movimento.
Come dentro una culla che impugna
il mar ed accarezza lo zefiro,
dormir sembrava al soffice dondolio
delle sue semiaperte labbra.

Chi puo' esser, pensavo!
Auguravo il tempo dileguar potesse!
Oh, se i fiori dormir potessero,
che dolcissimo sogno.

Antonino Angileri

VISIONE

Spumeggio ondoso di nebbia lieve,
riccioli cinti da bianca spuma,
rumor sonoro di un'arpa dorata,
bacio dell'aurora, onda di luce,
tutto cio' sei tu!

Tu, forma effimera, che molte volte,
cercai toccarti, e sempre svanisti
come la fiamma, come il suono,
come la nebbia, come il gemito
di un'azzurrino lago.

In un mare senza spiaggia,
onda sonante; nello spazio,
cometa errante;
grande lamento, del vento assordante;
ansia perpetua di cose maggiori,
questo son Io!

Io, che i tuoi occhi nella mia agonia,
ammiro giorno e notte;
Io, instancabile demente che corre
dietro un'ombra, dietro l'ardente
figlia di una vaga vision!

Antonino Angileri

VISIONE

Non dormio, vagavo in un limbo
dove gli oggetti cmabian la lor forma,
spazio misterioso che separa la vigilia
dal sogno.

Le idee, in silenziosa fila non davan pace
al mio cervello, e a poco a poco in una
danza si muovevan lentamente.

Della luce che penetra nell'alma tramite
gli occhi, le palpebre velavan il suo riflesso;
pero' l'altra luce del mondo delle visioni
l'illuminava internamente.

A questo punto risuono' alle mie orecchie
un rumor confuso, somigliante vagamente
come in un tempio, al terminar della messa
quando i fedeli finiscono con il loro Amen
la preghiera.

Io sentii come una voce solitaria e triste
chiamarmi per nome in lontananza,
ed avvertii un'odor di sciolta cera,
di umidita' e incenso.

Arrivo' la notte, e nelle braccia dell'oblio
caddi, pesante come una pietra,
caddi sul suo seno; ed al risveglio esclamai,
Qualcun che conosco certamente e' morto!

Antonino Angileri

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 Paolo Antonelli