SAGGIO SUI VINI ITALIANI DELL’ANTICHITA’

di        Antonino Angileri

 

La regione Calabria e’ interamente circondata dal mare ed e’ essenzialmente montagnosa e boscosa.
 I suoi vigneti crescono e sono coltivati solo in poche aree della regione.
Nonostante cio’ I vini calabresi erano famosi persino nell’antichita’,
ed i vini di Sibari , come il “Balbino”  e lo “Aminei”, erano egualmente ben conosciuti. Uno dei pochi vini
che e’ rimasto famoso fino ai giorni
 nostri per la sua eccellente qualita’ e’ il “Ciro’ “, prodotto nella provincia di Catanzaro. Il Ciro’ e’ prodotto con le uve nere del “Gaglioppo”
e
 con altre piccole proporzioni di uve del “Greco Bianco” e del “Greco Nero”. Altri vini calabresi come il “Pollino” ed il “Savuto di Rogliano”
provengono dalle stesse uve come
quelle usate per il Ciro’. Nel passato la Calabria produsse anche buoni vini dolci, oggi limitati solo
 al “Moscato di Cosenza”, il “Salento” e la “Malvasia”.Tracciare le origini dell’avicoltura non e’ certo un’impresa facile.
 La storia fin dalle sue remote origini ha accumulato legende, miti e tradizioni; la realta’ viene distorta dalla poesia,
dal folclore oppure dalla fantasia.
In Italia tutto cio’ e’ particolarmente vero.La coltivazione delle vigne incomincio’ in tempi remotissimi.
 Apparentemente l’uomo scopri’ gia’ nell’Eta’ Neolitica le quasi – magiche  proprieta’ dell’uva fermentata, la quale conferi’
al
moderato bevitore la “saggia dimenticanza della vita” per come disse Dante medesimo.
 Un fattore rimase in disputa per un lungo tempo: dovrebbero le nostre viti, comunemente
chiamate viti europee (Vitis Vinifera)
venire considerate come piante native oppure erano state importate in Italia tramite le umane migrazioni dall’Asia Minore?
Certamente l’innesto e l’accoppiamento di varie viti diede la nascita ad innumerevoli varieta’ di viti che fecero esclamare
 Virgilio in un passaggio delle sue Georgiche:
Quem scire velit, Libyci velit aequoris idem”. Certamente persino nei tempi
 Omerici la Sicilia produceva abbondanti quantita’ di vini. Un episodio dell’Odissea sembra puntare proprio sul vino:  -
quando, vicino l’Etna,
il Ciclope Polifemo, gia’ accecato da Ulisse, cadde addormentato in un profondo sonno dopo aver bevuto una
 grande quantita’ di vino.
Anche gli Etruschi che arrivarono in Italia verso il 1,000 BC, certamente hanno contribuito nel disseminare le viti.
 Essi vennero dall’Est, dove  l’agricoltura aveva gia’ toccato uno stadio
gia’ alta nell’evoluzione umana e senza dubbio includeva la fattura del vino.
 Quando gli Etruschi arrivarono sulle coste del Mar Tirreno probabilmente scoprirono delle antiche e forti viti gia’ coltivate, poiche’
 Plinio disse che una statua in Populonia era stata
scolpita da una singola pianta di vite. Non c’e’ dubbio che fin dal tempo di Plinio il Vecchio,
 l’Italia era gia’ la prima nella coltivazione delle viti e del vino per la quantita’ e per l’eccellenza
dei suoi vini.Nella sua “Historia Naturalis”,
 Plinio parla di ben 195 varieta’ di vini, la meta’ dei quali erano prodotti proprio in Italia.
 Quali erano alcuni dei vini piu’ famosi dell’Antica Italia?
Certamente “Il Mamertino” prodotto nelle vicinita’ di Messina,
 il “Tauromenitanum” prodotto vicino Taormina, il “Potolamum”, il “Sicasanum”, ed I vini di Agrigento come
 il “Selinonte”
ed il “Boblino” nelle vicinita’ di Siracusa. In Calabria I vini piu’ apprezzati erano il “Brutium” e
 spostandoci un tantino piu’ a  Nord verso la Lucania, erano famosi I vini di Cosenza come
il “Tempio”,  “Rhegium” ed il “Buxentium”.
 L’Apulia produsse vini molto reputati, notabili il “Tarente”, il “Babia”, il “Brindisi”, il “Canosa” ed anche lo  “Aulon La regione che produsse
 I migliori vini durante l’Impero romano altamente rinomati dai poeti latini del tempo fu la zona vicino Napoli in Campania con I
suoi famosi vini come il “Falerno”,
il “Cecubo”, il “Caleno”, il “Formiano” ed I vini del Vesuvio. Anche la regione Lazio produsse molti vini
 diversi e numerosi perla capitale del mondo antico, ma nessuno di ottima qualita’ e
venivano bevuti quasi sempre dal volgo plebeo.
 Il Nord Italia produsse uno dei piu’ famosi vini dell’antichita’, il “Pucinum”, prodotto vicino il delta del fiume Timaro, non lontano da Aquileia.
 Un’altro ottimo vino del Nord Italia era il “Retico”,
del quale Virgilio disse che rivaleggiava solo con il “Falerno” come qualita’.
La distribuzione dei vigneti italiani e’ quasi sempre sulle colline seguendo il vecchio precetto virgiliano: “Bacchus amat colles”.

                                                                                                                                                                   FINE                                                                                                                                                       Antonino Angileri