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ANGELA

 

 

In un giardinetto pubblico all’ora di pranzo:

una donna saluta il marito che l’ha raggiunta per pranzare insieme,

una signora carica di borse della spesa si affretta a tornare a casa per

preparare il pranzo,

un nonno va a prendere i due nipotini all’uscita di scuola

e una ragazza è seduta da sola su una panchina.

Il suo nome è Angela; non è molto bella: mezza altezza, un po’ grassoccia, bruna, occhi verdi, seno prosperoso.

Lavora come segretaria in uno studio di avvocati. Un giorno durante la sua pausa, seduta nel verde, intenta a godersi i profumi ed i suoni della natura, tira fuori dalla borsa il suo panino con le melanzane,che si era preparata al mattino.

All’improvviso si accorge che un uomo di mezza età la sta guardando intensamente, come solo un uomo sa fare.

 ANGELA (pensa) Uffa! Ecco un altro maniaco del parco che si

diverte a importunare le belle ragazze.

 Angela addenta il suo panino fresco e friabile.

Intanto il signore continua a guardarla così insistentemente che sembra voglia mangiarla. ANGELA (con fare scocciato pensa)

 Quel signore è proprio impudente!

Non smette un secondo di guardarmi.

E’ vero, ragazze belle come me non ce ne sono molte in giro,

 però in questo modo diventa anche arrogante.

 Mentre morde nuovamente il panino si passa la lingua sulla labbra per togliere una briciola.Ad un tratto vede che l’uomo si alza dalla panchina dov’era seduto e si avvicina a lei.

 ANGELA (decisa pensa)

 Ora a questo gliene dico quattro!

 Il signore avvicinatosi, si rivolge ad Angela.

 SIGNORE (cortese e con fare sottomesso)

 Buongiorno signorina!

 ANGELA (alzando la voce)

 Ma insomma se non la smette di importunarmi chiamo un guardia.

E’ mezz’ora che continua a fissarmi in quel modo malizioso.

Ho capito perfettamente quali intenzioni ha nei miei riguardi,

io però non mi faccio sedurre dal primo che passa.

Sono una ragazza seria io! So di essere molto bella …

 SIGNORE (imbarazzato)

 Veramente io volev…

 ANGELA (arrogante)

 Ma per chi mi ha presa?

E poi lei oltre a non essere il mio tipo

Potrebbe anche essere mio nonno.Si vergogni!

 SIGNORE (alzando la voce per farsi sentire)

 Guardi che io ero attirato dal suo meraviglioso panino,

visto che sono due giorni che vago senza mangiar nulla.

Io sono un barbone!

 Dinky

LACRIMA

 

 Ogni giorno verso una lacrima,

è solo maggiore conoscenza che ho di me;

ma quella lacrima è per te;
per te che sei lontano,

lontano dal mio cuore e anche da me.

Non so che stai facendo,

se per caso pensi a me,

 a quel sogno che eravamo:

solo io e te.

Non voglio dirti che ti amo,

sono parole troppo forti e a volte non dicono il vero.

Sei però un grande amico…

Ma neppure questa è la verità.

Sei solo un po’ importante per un granello

di sabbia in fondo al mare;

un mare pieno di pesci nel quale poter affogare.

Si può affogare nel mare,

ma lo si può fare anche in una lacrima;

una lacrima profonda, dolce e salata;

una lacrima da conservare, regalare e ricordare;

una lacrima da cui ricominciare.

Dinky

RITROVARSI

 

 

E mi ritrovo qui,

a scriverti una lettera,

la penna in mano ma… non scrive una parola.

Volevo dirti che,

la storia fra di noi

l’abbiam vissuta in fretta,

è stata bella ma… non resta che una nuvola.

La gioia è stata tanta

Nel ritrovarti qui

Ancora nei miei pensieri

Che credevo ormai volati via.

Credevo ormai di odiarti

E invece non è così

Sei dentro la mia anima

Insieme ai tuoi blue jeans.

Vorrei poterti dire addio

Ma,

non trovo il coraggio,

no, non trovo il coraggio.

E allora resto qui,

con il telefonino in mano

con la speranza che

un dì possa tornare a squillare

o meglio a messaggiare.

 

Dinky

CITTA

  Palazzi,

strutture metalliche

senza cuore ne anima;

fredde alla vista ed al tatto,

cariche di elettricità statica.

Vita frenetica

che ci risucchia

nel vortice del traffico cittadino.

                     Dinky

FOGLIE D’AUTUNNO

  

Foglie rosse d’autunno

Cadono a terra sulle mie scarpe

Come petali di un fiore appassito

Che esala l’ultimo respiro.

                                  Dinky

 

IL FARO

 

 

La luce del faro

Illumina il tuo cammino:

ora agitato come il mare in tempesta,

domani calmo come il mare della sera.

La luna ci guarda, ci spia,

veglia su noi e con

la sua luce ci indica

il cammino da percorrere.

                      Dinky

 

IN DUE 

Luna…

Mare…

Stelle…

Vento freddo…

Una coperta…

Due corpi intrecciati sulla sabbia. 

Dinky

 

NOSTALGIA

 Nostalgia

Di un bel sogno volato col vento;

dolce pensiero accattivante,

erotico desiderio di te.

                                    Dinky

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