LE MELODIE DEL CUORE

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Correvamo insieme lungo la riva del mare, tu mi sorridevi, eri felice come non lo eri mai stato. Ricordo ancora quando ci siamo conosciuti; è stato il giorno più bello della mia vita. Io non ti avevo mai visto, quando quel giorno all' improvviso sei arrivato tu con quell' aria innocente. Hai cominciato a scherzare con i tuoi amici e il tuo sorriso spiccava su tutti. Non ci hanno presentati, però tu hai cominciato a parlarmi, ed io ti ascoltavo e non ti interrompevo per educazione. Non avrei mai immaginato che un giorno mi sarei innamorata di te. Quella sera quando sono tornata a casa quasi non ricordavo il tuo nome, per me era stato un giorno come un altro. Dopo qualche giorno sei tornato a trovarmi; eri diverso, non so esattamente cosa fosse cambiato in te; forse ero io ad essere cambiata, o meglio il mio atteggiamento nei tuoi confronti era cambiato. Non mi sono accorta subito di volerti bene, ma, a poco a poco, provavo per te qualcosa di diverso. Non eri come gli altri. Quella sera la luna splendeva nel cielo. E forse galeotta fu proprio essa. Insomma quella sera non mi andava di rimanere a casa da sola e decisi di uscire. Mentre passeggiavo vidi un locale piccolino ma accogliente e vi entrai. Sì la sensazione che dava all' esterno era la stessa che si trovava all' interno. Mi sedetti ad un tavolo e ordinai da bere. Il cameriere vestito con la sua tipica uniforme fu molto gentile con me. Ad un tratto sentii della musica provenire da un lato della sala. Qualcuno stava seduto ad un pianoforte e suonava una dolce melodia. Guardai attentamente quel pianista, perché mi sembrava di conoscerlo; mi alzai dal mio tavolo e andai nella sua direzione. Lui mi guardò dolcemente e in quel momento ebbi una piacevole sensazione, un brivido percorse la mia schiena. Io conoscevo quel viso, quegli occhi; li conoscevo perché li avevi rivisti proprio quella mattina. Già eri proprio tu: l' angelo che inconsciamente mi aveva rubato il cuore stava suonando proprio davanti a me e per giunta mi sorrideva. Credo fu in quell' istante che capii di essermi innamorata di te. Trascorremmo insieme tutto il resto della serata. Scherzavi dolcemente con me e passai una serata davvero incantevole. Fu tutto meraviglioso, forse perché tu eri meraviglioso. Uscimmo dal locale e tu mi invitasti a terminare la serata con una passeggiata in tua compagnia. Trascorremmo insieme molte ore in questo modo, ma non mi accorsi che il tempo volava selvaggio. Quando mi accompagnasti era quasi l' alba, ma non ero stanca, anzi, sarei voluta rimanere in tua compagnia per molto tempo ancora. Mi salutasti con un semplice "Ciao bella!" e te andasti. Confesso che un po' ci rimasi male, però l' incantevole nottata trascorsa con te pose rimedio a quella brutta sensazione. La mattina successiva non feci altro che pensare a te e al lavoro non combinai nulla di buono. Così un po' sconsolata tornai a casa dopo una lunga e dura giornata di lavoro. Ma davanti la porta di casa trovai un mazzo di rose rosse con un bigliettino che diceva "Ti aspetto anche stasera. Non mancare! Stefano". Quello fu il regalo più bello che abbia mai ricevuto, forse perché contribuì a rallegrare la mia pessima giornata. Mi misi immediatamente alla ricerca di un bel vestito da mettere. Dopo molti preparativi finalmente ero pronta; uscì di corsa e andai

all' appuntamento. Stefano era lì che mi stava aspettando. Quando entrai nel locale i miei occhi incontrarono subito il suo sguardo caldo e profondo. Mi avvicinai per salutarlo e lui cominciò a suonare una melodia molto romantica. Sembrava quasi dedicata a me. Era come se in quel locale ci fossimo stati solo noi due. Anche quella serata,tra scherzi e risate, trascorse velocemente. Questa volta però mi accompagnasti subito a casa, invece di portarmi a fare una passeggiata. Stavo per avvilirmi sul serio, credendo di non piacerti, quando ad un tratto senza nemmeno accorgermene, le tue labbra calde erano dolcemente poggiate sulle mie. Fu un bacio lieve ma intenso e sicuramente desiderato da entrambi. Non ci furono parole tra noi ma solo profondi sguardi. E' così che quella volta ci salutammo. Fu una serata talmente ricca di emozioni che quella notte non riuscii a dormire. Ripensai ai bellissimi momenti trascorsi in tua compagnia, non solo quelli di quella giornata, bensì tutti quelli vissuti sin dal primo momento che ci siamo conosciuti. Ebbene il cuore duro che era sempre stato in me, si era sciolto come per magia, semplicemente per dei complimenti e per un bacio. La mattina successiva quando andai al lavoro ero felice come non mai. Lo notarono tutti, ma non mi importava. Ero così felice che avrei voluto gridare al mondo intero la mia felicità. Passammo una settimana senza vederci. Poi un bel giorno, mentre ero sotto la doccia,  qualcuno suonò alla mia porta. Mi infilai di corsa l' accappatoio e andai a rispondere. Aprii la porta con i capelli bagnati e tutti arruffati; per la fretta non domandai chi fosse, e ben presto scoprii che quel qualcuno eri proprio tu: con una sola rosa in mano e con lo sguardo da cerbiatto. Fu una vera sorpresa trovarti di fronte a me, anche perché proprio non me l' aspettavo. Dopo avermi guardato per un po' scoppiasti a ridere e mi chiedesti "Non mi fai entrare?". Mi spostai e ti lasciai entrare. "Siediti. Come vedi stavo sotto la doccia. Posso offrirti qualcosa?".

"No, grazie. Questa è per te" disse Stefano porgendomi dolcemente la rosa che aveva tra le mani.

"Grazie. Sei stato gentile, ma non dovevi disturbarti." gli risposi per ringraziarlo.

"Sono venuto per chiederti scusa" disse con tono pacato; poi aggiunse "mi sei mancata tanto".

"E' per questo che hai deciso di starmi lontano?" gli risposi di rimando.

Ma lui, sempre con tono molto pacato, mi disse "Sì. Quello che provo per te è talmente forte che per paura avevo deciso di starti lontano; ma non riesco a stare a lungo senza  te". Ci fu una lunga pausa, poi aggiunse "So di averti ferita, ma ti amo e non voglio lasciarti mai più". Dicendo questo mi prese la mano "Sono sincero te l' assicuro".

Non sapevo cosa rispondere. Certo lo amavo anche io, ma quella settimana senza di lui fu terribile. Non si era più fatto vedere ne tanto meno sentire, ed io ci stetti malissimo. Non sapevo se potevo ancora fidarmi. E se l' avesse fatto nuovamente in futuro? Ci fu una pausa interminabile, sottolineata da un profondo silenzio. Mentre mi ponevo tante domande Stefano mi abbracciò e mi baciò. Questa volta non fu un delicato sfiorarsi di labbra, bensì un bacio molto appassionato, languido. Mi accorsi solo dopo un bel po' che la sua mano stava accarezzando il mio corpo ancora umido. In quell' istante capii che il mio accappatoio era aperto. Sì, qualcuno l' aveva aperto. Le tue mani cominciarono ad esplorare il mio corpo con crescente passione. Non capii più nulla. Mi lasciai andare senza riserve a quell' esplosione di sentimenti. All' improvviso mi prendesti in braccio per portarmi in camera da letto. Mi poggiasti dolcemente su di esso per raggiungermi dopo pochi secondi. Sentii subito il dolce peso del tuo corpo caldo che si posava sul mio, e questo ebbe su di me un piacevole effetto. E’ impossibile spiegare l' emozione che provai ad averti lì con me, su di me, dentro di me. Non mi importava se ci saremmo rivisti, se avremmo avuto un futuro insieme; volevo soltanto godermi quei pochi e interminabili istanti in compagnia dell' angelo che mi aveva stregata. Mentre mi accarezzavi mi sussurravi paroline dolci e soprattutto tanti "ti amo... ti amo... ti amo... ".

Non sentii mai dolore, perché i tuoi movimenti furono molto lenti e allo stesso tempo molto delicati. Il tuo profumo di maschio inebriava la stanza. Anche se per me era la prima volta non mi fu difficile seguire i tuoi movimenti. Riuscimmo in breve a fondere i nostri corpi in uno solo. Era un continuo intessersi delle sensazioni più delicate, dello spirito più pungente, le cui variazioni, sino alla degenerazione, recavano l' impronta del genio. Quando eravamo ormai stremati da quelle dolci fatiche tu mi dicesti con aria sarcastica "Allora, mi sembra che tu mi abbia perdonato." Che vigliacco, stava sicuramente facendo riferimento al modo in cui mi ero lasciata andare. In quel momento avrei voluto schiaffeggiarti. Avevo appena vissuto l' esperienza più esaltante della mia vita, quando tu con quelle odiose parole rovinasti tutto. Feci per alzarmi dal letto con fare brusco e scostante, ma tu mi abbracciasti come per bloccarmi, mi attirasti a te e mi sussurrasti, come se avessi capito che quelle tue parole mi avevano infastidita, "Scherzavo. Io ti amo. Credo di avertelo dimostrato poco fa."

dinky

 

 

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