MENTINA E LA SUA INVIDIA

 

 

"Guarda come la tiene tra le mani... Sembra che esista solo lei qui dentro… Se ora è famosa è anche per merito nostro… E la carta rossa no perché attira troppo… quella gialla si vede poco… la dorata è troppo scontata…Uffa, passa le sue giornate a pensare solo a lei!” Commentò sarcastica.

“Sarai mica gelosa, vero Mentina?” chiese nonno Mandorlotto.

“No, nonno, è solo che… Uffa, Isabel si sta occupando solo di perfezionare la sua nuova creatura e noi altre? Si è dimenticata di aver vinto i migliori premi dell’arte del cioccolato grazie a noi? Eravamo le migliori praline di tutti i concorsi. Nessuno riusciva a superare la nostra bontà”.

“Mentina, ti ho detto tante volte che non è un bel sentimento l’invidia!” la redarguì il nonno.

“Lo so nonnino mio. Non è invidia la mia. Sono contenta che Isabel continui ad avere successo. Non mi dispiace neanche avere una nuova amica con cui giocare; però…”

“Niente però. Sai bene che ogni pralina ha il suo momento di gloria. A noi è toccato in passato. Ora siamo normali cioccolatini di routine.”

“E’ proprio questo che non accetto! Perché non possiamo essere tutte famose allo stesso modo? Tanti gusti, ognuna originale a modo suo, ma nessuna più bella delle altre.”

“E’ la vita mia cara Mentina. Mi ricordo ancora quando Isabel iniziò a crearti.”

Nonno Mandorlotto sospirò a quel piacevole ricordo. Era ancora impressa nella sua mente la giornata in cui nacque la sua nipotina Mentina.

“Il cioccolato fondente colato nello stampo era in attesa del suo nuovo ripieno: una crema alla menta. Per Isabel la crema non era mai abbastanza buona: troppo dolce, poco cremosa, troppa menta, poco aroma… Poi finalmente un giorno riuscì a trovare le giuste proporzioni: il latte, lo zucchero, la menta… E quindi nascesti tu tesoro mio.”

“ Davvero nonno? Isabel ha trascorso tanti giorni anche per creare me?”, chiese Mentina.

“Certo piccola mia”. Rispose il nonno.

“Quindi anche io ho avuto il mio momento di gloria?”

“Certo. Guarda che quando nascesti tu, erano le altre praline ad essere gelose.”

“Davvero? Gelose di me?”

“Gelose del tempo che Isabel dedicava a te e non più a loro. Te l’ho Mentina mia, è la vita: oggi tocca a te domani a un altro cioccolatino.”

“Bene stavolta ci siamo!” Isabel dopo aver provato milioni di incarti aveva finalmente trovato quello giusto:  arancio, il colore del  sole e con la carta lucida perché risaltasse nell’insieme.

“Sono molto soddisfatta del mio lavoro” sospirò Isabel.

“Spero di avere successo anche con questa nuova pralina allo zenzero, ci ho messo tanta fatica e tanto impegno.”

Isabel si avvicinò alla vetrina contenente le altre praline; le ammirò con tanto affetto. Quelle alla frutta: Fragolina, Arancetta, Cilly, al gusto di ciliegia, Limetta, al sapore di limone, Melly, alla mela; quelle ai frutti secchi: Nocciolina, il caro signor Mandorlotto, Fichetto, al fico; quelle alle erbe aromatiche: Rosmary, al rosmarino, Mirtus, aromatizzato al mirto, Mentina, la sua preferita alla menta; insomma ce n’erano di tutti i gusti e per tutti i  palati anche per i più esigenti.

Ne aveva fatta di strada, pensò Isabel tra sé. Aveva trascorso gli ultimi cinque anni della sua vita  barricata nella pasticceria a creare nuovi gusti e nuove ricette. Certo, gli ingredienti erano gli stessi che usavano anche i suoi colleghi pasticceri, ma lei cercava sempre di rendere ogni cioccolatino diverso dal comune. I suoi non potevano essere semplici pezzetti di cioccolato al gusto di qualcosa.

Le sue creature dovevano aiutare i degustatori a sognare, a godersi quel momento di unico piacere culinario.

Non voleva che i suoi clienti si ingozzassero di succedanei del burro di cacao. Sarebbe bastato un solo cioccolatino a rallegrare la giornata triste di un impiegato, o quella di un nonnino diabetico costretto a dover rinunciare a certi piaceri della vita.

Il suo non era un semplice lavoro, ma una missione.

“Vi chiedo scusa amici miei, so di avervi trascurato, ma come ho fatto in passato quando ho creato voi , ho voluto dedicare il medesimo tempo anche a lui. “ Isabel si rivolse ai cioccolatini nella vetrina.

“Vi presento Zanzì, pralina allo zenzero.” Isabel presentò agli altri il nuovo arrivato e lo inserì tra loro. Poi prese in mano Mentina, l’accarezzò con tenerezza, come fosse una figlia. E le sussurrò       “ Lo sai che sarai sempre la mia preferita” così dicendo la rimise al suo posto accanto al nonno Mandorlotto.

Mentina diventò rossa dalla vergogna.

“Nonno, ho sbagliato tutto vero?” disse la piccola pralina.

“No, mia cara sei giovane e spero che quello che è successo oggi ti sia di aiuto a comprendere ciò che dice questo povero vecchio. Ricorda Mentina, io ti voglio bene e con me non sarai mai sola. Isabel oggi ti ha dimostrato che nonostante abbia creato centinaia di cioccolatini non si è dimenticata di te, né mai lo farà; perciò non essere gelosa dei nuovi arrivati”. Così dicendo la strinse a sé.

“Hai ragione nonno, ti prometto che da oggi in poi non proverò più questo brutto sentimento. Ti voglio bene anch’io”.

Mandorlotto e Mentina si abbracciarono e tornarono alla loro vita di sempre nella vetrina della pasticceria di Isabel.

 

Dinky