I racconti di Mirella     

 
 

Ciao a tutti: questo è uno dei racconti di vita vissuta.

 Mi chiamo Mirella lavoro in ospedale come assistente nel reparto di medicina. La mia lunga carriera ha fatto si che ne vedessi di tutti i colori. Ho cercato di descrivere le emozioni che le persone che assistevo mi hanno strasmesso, attraverso le loro storie. Anzi pezzi di vite vissute, non ho potuto dimenticarle, perché nei momenti difficili della mia vita mi riaffioravano nella mente. Vedevo la loro di vita, vissuta e sofferta, molto più della mia.

Una donna mi raccontò un pezzo della sua vita. Si chiamava Maria: durante il periodo degli  anni in cui c’era la guerra viveva in  miseria,e il cibo scarseggiava. Aveva due figli e ne aspettava un altro.

 Abitava in via dei Cappellari vicino a piazza Navona. Una sera Maria era in preda dei dolori, erano quelli del parto. Abitava all'ultimo piano di un vecchio e antico palazzo romano, con una scala formata da gradini  alti e faticosi da salire. I dolori andavano e venivano,il figlio più grande aveva cinque anni, e il piccolo tre. Erano  soli in casa con i dolori che aumentavano, all'improvviso suonarono le sirene per il copri fuoco, quindi lei sarebbe dovuta scendere con i suoi figli ma non poteva farlo, le si erano rotte le acque e i dolori aumentavano sempre di più. Si sentiva la gente scendere lungo le scale, e la chiamavano: Maria; Maria; ma lei non aveva la forza neanche di parlare. Venne tolta la corrente elettrica, come accade sempre durante un coprifuoco. I bambini si misero a piangere, avevano paura del buio e dei bombardamenti, che erano in atto.

 Maria prese i bimbi e si distesero sotto un letto, aspettando che suonasse di nuovo la sirena.

Ci fu un forte bombardamento che fece tremare i muri di casa, facendo cadere una vecchia vetrina con  piatti e bicchieri che si frantumarono al suolo e il pavimento venne ricoperto da frantumi di vetro. Il bambino più piccolo aveva la mano che le sanguinava, e gli urli di dolore e di pianto del bimbo

Straziavano maggiormente la già provata donna.

Maria cercava di tranquillizzare i bimbi, si strappò un pezzo di vestito, e fasciò, con le lacrime della disperazione il piccolo. Le sirene non accennavano a suonare di nuovo. All’improvviso  cominciò a sentire dei premiti di dolore. Dio mio disse; come faccio, sto partorendo sola, lontano da tutti, con queste creature che anno bisogno di me, come faccio.  Aiutatemi disse a voce alta ,se solo ci fosse vostro padre anziché andare a far parte di questa guerra.

Invocava la madonna di aiutarla. Le sirene finalmente risuonarono, e le luci si accesero.

 C’era un gran disastro in casa pezzi di vetro e di piatti rotti dappertutto.

Udiva una confusione di gente che risaliva le scale.

Con voce dolorante chiamo il figlio di cinque anni.

Vai dalla signora del primo piano, si chiamava Amalia, digli di salire di corsa che sto partorendo.

Il piccolo cominciò a scendere le scale, ma tremava e aveva paura, perché un pianerottolo era buio per il guasto di una lampadina. Cominciò a piangere e chiamava la mamma, ma nessuno lo sentiva cosi si mise seduto sopra di uno scalino e tra singhiozzi e lamenti si addormentò per le scale. Maria aspettando con ansia la vicina prese tutto quello che c’era in casa per un eventuale parto. Prese un lenzuolo anzi l’unico che aveva, lo fece in mille pezzi cercò un paio di forbici che neanche tagliavano, e aspettava con ansia. Ma nessuno arrivava. Nel frattempo il bimbo di tre anni piangeva perche aveva fame, gli mise in mano una patata bollita.

Ma le sue forze cominciarono a mancare, si appoggiò al muro aspettando che la doglia passasse. Appena passata prese le forbici e tutti quei pezzi di stoffa.

Tra una doglia e l'altra, arrivò sul letto, stremata di dolore, cominciò a spingere; Dio mio aiutami tu.

Tra una spinta e l'altra nacque una nuova vita. Prese le forbici e tagliò il cordone ombelicale. Prese in braccio questa creatura e si rese conto che era una bambina. La felicità dopo due maschi era tanta ma subito pensò al figlio. Era trascorsa un ora e non era ancora tornato. Oddio! Dove sarà, perché non è più tornato, cosa gli sarà capitato.

Si alzò dal letto, le girava la testa, lavò la bimba che era sporca di parto, la vesti e la lasciò sopra il letto. Con fatica prese l’altro bimbo di tre anni e cominciò a scendere le scale di casa.

 Arrivati alla seconda rampa di scale vide suo figlio disteso, con gli occhi chiusi. Si mise a gridare pensando che gli fosse accaduto qualcosa. Le sue urla furono talmente forti che le porte dei vicini si aprirono, per vedere cosa fosse successo. Il bambino se era addormentato Appena tutti si resero conto di ciò che era accaduto, andarono in casa di Maria per aiutarla in quel momento particolare.

Miri