Assolo

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le corde continuavano a sanguinare note liquide e distorte, lisce, poi ruvide,

in un delirio di anima e sentimento. Una caduta lenta, dapprima cadenzata,

di versi musicali, come le prime gocce di un temporale estivo, calde e pesanti che

una volta a terra liberano l’odore delle cose, della terra, delle foglie, dell’asfalto.

Una ritmica lenta ma progressivamente più rapida, inesorabilmente incalzante,

come il cuore preso di sorpresa, come il respiro in una corsa improvvisa,

 ecco il legno e il metallo riscaldarsi in un incontro continuo di baci e colpi scivolati,

 fino fondersi in un calore intenso e corposo, mentre dalle dita sgorgavano domande,

carezze, ancora domande e poi baci in un crescendo di tempi e di pioggia, di cuore e di

anima fino ad una cascata di timbriche martellanti, senza respiro, senza tregua,

senza pietà per un’anima che sembrava dover chiedere basta,

ecco una raffica di suoni tondi, lisci e sottili come spilli d’acciaio penetrare

rettilineamente nel cuore e nella mente squarciando come un raggio di sole il buio

del silenzio e curvando d’improvviso lasciare il posto ad un ruggito basso e profondo

di rabbia e amore per poi risollevarsi in quota e decollare con una scala infinita

verso la vetta dell’assoluto.

Fuori, il sole, si sdraiava dolcemente dietro l’orizzonte, stirando le ombre del

mondo fino alle soglie della notte.     Nik 21 gr