A MIO PADRE

Ero a tavola. Guardavo il tuo volto. E pensavo che non sarei mai riuscito a ricordare davvero la tua pelle. Le tue rughe. La loro espressione, la loro storia. I tuoi occhi. La  tua storia. Che finisce nella mia.

Sono un rivolo della tua vita, una sbafatura distratta, sorrisa della tua vita.

Per quanto cercherò, per quanto ti cercherò, non riuscirò.

E maledicendomi, mi condannerò ogni istante in cui non sono stato attento, in cui non ho guardato, ascoltato, ricordato.

Ma si sa, i figli sono così, lo sei stato anche tu, tuo malgrado. La natura delle cose non può essere cambiata, così che la colpa dei padri-(figli), ricadrà sui loro figli-(padri) e nulla cambierà.

Mai nessuno capirà in tempo tutto ciò che si potrebbe fare o dire, prima che del tempo resti solo un impalpabile, immobile, ricordo.Ero a tavola, guardavo il tuo volto.

Ricordo di averti versato del vino. 

Settembre 2007 Nick 21Gr

 

 

 
 

MADRE

Vivo del battito del tuo cuore, che scandisce le mie

albe ed i miei tramonti.

Vivo del tuo respiro, che bagna le mie spiagge

come  le onde di un mare infinito.

Vivo del tuo amore, che accarezza il mio mondo

come un sole di maggio.

Vivo dentro di te e mi aggrapperò alla tua pelle quando tutto esploderà in luce e suoni.

Vibro della tua voce, verso la quale mi girerò anche quando non riuscirò ancora a vederti.

Sarai il mio odore ed il mio sonno, quando il mondo sarà troppo per me.

Sarai i miei giochi, i miei sorrisi e i miei capricci, quando nessuno saprà capirmi.

Ci vedremo crescere senza sapere davvero come.

Sarò la tua stanchezza e le tue paure, la tua forza e la tua vita, e tu la mia.

Mi insegnerai a mangiare, camminare e parlare, e tu con me.

Ti insegnerò ad ascoltare, a capire e a ricominciare, ed io con te.

Mi parlerai della vita e degli errori passati senza ch’io ti capisca davvero.

Mi correggerai e mi arrabbierò davvero, senza volerti mai male.

Mi avvertirai e non ti ascolterò sempre, senza dimenticarmi mai di te.

Mi confronterò, ti criticherò, ti sfiderò, sbaglierò,

tornerò indietro mille volte a ritrovarti, senza mai smettere di amarti,

perché saprai lasciarmi diventare donna, come hai fatto tu.

Mi prenderò cura di te, come tu di me.

Perché nel mondo dell’essere e dell’avere,

nell’universo delle idee e delle infinite vie da prendere e cambiare,

nella follia che due cellule si uniscano e si chiamino Alice,

nel fiume di amore dal quale mi avete portato fin qui,

io non smetterò mai di ridarvi la gioia della quale sono fatta.

 Nik 21 gr 

              Roma 01/Agosto/2003