Solo amore 

 

Buio. Una lacrima. Era solo una lacrima nel buio. Una giovane lacrima appena sveglia. Era ancora lì, dove nascono tutte le lacrime, sul fondo di un respiro, nel letto di un attimo. Era lì che dormiva. Venne destata da un movimento. Cos’era?

 Buio intorno, eppure qualcosa si era mosso. Rimase interdetta, stupita, ad ascoltare il battito del cuore

(non il suo -  le lacrime non hanno cuore, o almeno non sanno di averlo – ma quello di colui – o colei? – a cui apparteneva).

Ebbe meraviglia. Paura? Eccolo di nuovo. Non si era sbagliata.

Quasi un bisbiglio, un movimento sordo sotto di lei ed all’improvviso un dondolare, oscillare, lieve salire e scendere come un… galleggiare? Si! Ecco cos’era. Galleggiare. Non aveva mai galleggiato ma doveva essere proprio quella la sensazione.

Ma cosa aveva sotto? Altre lacrime. Sorelle lacrime. Ecco adesso le sentiva, le avvertiva. Non era sola.

Ma cosa stava succedendo? Spingevano in alto. Sembravano tutte saper cosa stesse accadendo, cosa fare, tranne lei.

Si guardò intorno agitata. Cosa devo fare? Perché spingete? Dove state andando? Dove mi state portando?

Cosa volete da me?! Una lacrima più grande le si affiancò. - Non aver paura – disse sorridendo. - E’ il momento.

- Di cosa?! – chiese la piccola lacrima tremante. ­­ - Di essere noi stesse.

Di fare quello per cui siamo state create, venire alla luce ed essere piante. Lasciati andare e segui la natura delle cose,

l’anima di chi ti contiene. Anche noi altre eravamo nel fondo del nulla ad aspettare la chiamata. Nel silenzio del buio,

il battito del cuore scandisce il tempo delle emozioni. Chi di noi è più in basso lo sa, ma spesso troppo tardi.

Sono le lacrime trattenute. Quelle che non sono volute andare prima e si sono aggrappate disperatamente al fondo rimanendo giù, inconsapevoli di ciò che le aspetterà. Presto o tardi saranno richiamate e continueranno a fuggire il loro destino, nascondendosi sempre più in basso, più in fondo, sempre più vicino, troppo vicino all’anima. – - L’anima? – chiese la piccola.

- Immagina un grande specchio d’acqua trasparente, increspato dalle onde che il vento dei sentimenti non sopisce mai.

Quella è l’anima. Ebbene, ogni onda, ogni segno che i movimenti dei sentimenti lasciano sull’anima produce un suono.

Possono essere suoni dolci, melodiosi, allegri, soffici come il suono caldo del suo respiro quando colui che ti ha, dorme.

Talvolta però sono struggenti, stridenti, affilati, pungenti ed infinitamente dolorosi. Alcune lacrime inconsapevoli, finite troppo in basso, troppo vicine all’anima, resteranno inghiottite dal quel dolore e non vedranno mai la luce.

Non esiste cosa peggiore per una lacrima che non essere mai nata. L’orgoglio di una lacrima è quello di scoprire le carte del cuore. La gioia, il dolore, la speranza, l’amore. Siamo la voce delle emozioni.

- Quando sapremo se sarà un pianto di gioia o dolore?

- Capirlo troppo presto, come già ti ho detto, può ucciderci. Non aver fretta, vivi l’attimo.

Anche una lacrima ha l’importanza di poter essere vissuta per il breve tempo della sua corsa.

Per il calore che porta in sé, per il sapore che lascia in suo ricordo. Lasciati andare quindi e vivi la tua natura. –

Detto questo la lacrima più grande la superò, non smettendo mai di guardarla, finchè sparì inghiottita dalla luce.

Incerta sul da farsi la piccola lacrima si lasciava portare verso l’alto. Alcune sorelle la superavano sicure ma lei non aveva tanta fretta nel giungere in cima. La luce. Un mantello bianco avanzava verso di sé. Sempre più forte finchè fu in cima.

Fece appena in tempo ad aggrapparsi a qualcosa lì di lato per non cadere, una ciglia. Spettacolo immenso. Accecante.

Oscillò paurosamente e si voltò indietro per non cadere, quando all’improvviso vide i suoi occhi. Il colore dei suoi occhi.

Il dolore nei suoi occhi. Il sentimento nei suoi occhi. E capì. Due grandi laghi lucidi, una sola anima.

E tutto l’amore che vi era dentro. Vedeva le sue sorelle cadere giù rotolando libere nel vuoto, felici, calde, piene.

Ora sapeva. Il mondo, i colori, il silenzio spezzato dalla vita, la vita graffiata da un sentimento, un sentimento bagnato di pianto. Lacrime d’amore. Non serviva altro. Guardò ancora una volta tutto il mondo dai suoi occhi, prese con sé tutta la solitudine che poteva e dopo un bel respiro (le lacrime fanno piccoli ma lunghi respiri) si lasciò andar cadere a testa in giù.

Cadde rotolando sulla sua pelle, scivolando sul viso per lunghi ed innumerevoli millimetri lasciando dietro, una salata scia di sé.

Nella caduta perdeva corpo e vita ma scivolando sentiva di essere sempre di più, parte dell’anima della persona a cui apparteneva. Sentiva le sue guance fresche, sentiva il suo tremore. Era ormai molto piccola quando, scorrendo lungo una piega del viso si arrestò sulla bocca. Con le poche forze che le restavano, si girò per vedere dove fosse giunta e dove si sarebbe spenta.

 E lì vide davanti a sé altre due labbra. Si fermarono a pochi centimetri da lei e dissero qualcosa. Era troppo debole per capirle.

Non comprendeva le parole ma ne avvertiva la dolcezza.

Sentì le labbra sulle quali era posata distendersi in qualcosa che …. (si, doveva essere un sorriso) ed infine sentì le altre su di sé.

L’ultima cosa che sentì, fu solo amore.

Nik 21 gr